Pages Menu
Categories Menu

L’Associazione e la Sicurezza Stradale

In questi ultimi cinque anni il tema della sicurezza stradale è stato sempre al centro dell’attenzione dei media. Non v’è giorno che non si conti una carneficina di morti, feriti, invalidi e danni per un ammontare annuo di circa 33 mld. Il fenomeno ha assunto le caratteristiche della emergenza europea in cui la dimensione italiana è parimenti allarmante, e malgrado questo, la nostra Ricerca si è rivelata indifferente.

Questo volume, promosso dall’Università di Siena e coordinato da Aldo Ferrara, colma alcune lacune che di certo non sfuggiranno al lettore anche perché emergono alcune scomode verità. La prima, che va presa in massima considerazione, riguarda la qualità dell’aria che respiriamo nell’abitacolo. Sembra lapalissiano ma, se si respira male, si guida peggio e si creano le premesse per l’incidente. Viene documentato quanto la qualità dell’aria dell’abitacolo sia decisiva per la performance del guidatore, per la sua capacità di guida, di attenzione alla strada e alle manovre, per i suoi riflessi di fronte a imprevisti. Ciò va riferito non solo al privato che si sposta ma anche al lavoratore dei trasporti pesanti il cui ruolo è sempre più importante nel panorama della prevenzione degli incidenti: sono lavoratori che viaggiano di notte in condizioni di marcia spesso incompatibili con la sicurezza.

Una sigaretta di più, un bicchiere di troppo e magari una serie di starnuti sono sufficienti per causare un massacro.
In secondo luogo siamo sicuri che in Italia, ai tanti pazienti che pure hanno diritto di spostarsi, vengano fatti controlli esaustivi per legittimarli alla guida?

Nel volume il lettore leggerà di alcune patologie, come il diabete, l’obesità e le malattie cardio-vascolari, le quali controindicano la guida. Ho sempre ritenuto che molti colpi di sonno avessero genesi impreviste fino a quando Ferrara e i suoi collaboratori non hanno evidenziato questi dati, che mi sembrano davvero inquietanti.

Solo dopo la lettura di questo volume, appare ancor più evidente come la sicurezza “attiva” assuma una valenza fondamentale solo per la struttura globale della vettura che va dai freni alle gomme, passando per le condizioni della strada e della segnaletica. Essa stessa ci obbliga a sentire come necessaria la valutazione della capacità del guidatore, se pur esperto, di muoversi in certe condizioni ambientali.

Ma non c’è, in questo volume, solo la denuncia di cause per lo più sconosciute, c’è anche una proposta per l’Industria che non può non accettare di trasferire alla fase di costruzione della vettura alcune delle indicazioni emerse dal volume. Non sarebbe il caso che in Italia ci si attrezzasse per attivare una sorta di Commissione indipendente, come è l’Euro NCAP per la sicurezza della struttura veicolare, che valuti le qualità di ricambio aereo della vettura?

Ci sono dunque numerosi spunti di cui anche il Legislatore può prendere atto per dar vita ad una legislazione seria, innovativa e sincrona con l’evoluzione velocissima delle vetture. Non bastano più i provvedimenti repressivi, come la patente a punti o ad esempio le limitazioni restrittive per i neopatentati; la Ricerca ci indica che la strada è quella della prevenzione, su la base delle cognizioni nuove di cui anche questo volume è portatore.
Insomma, caro lettore, a legger bene troverai che all’emergenza sicurezza, di cui tanto si parla, un team italiano sta dando risposte concrete. E non mi sembra poco.

Scarica ora >> Promo Volume | Prefazione | Acquistalo online